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il mio intervento oggi su “La Provincia” per la giornata che si è celebrata il 25 novembre contro la violenza sulle donne.

 

di Marco Cassinotti
“perché ha guardato l’umiltà della sua serva” (Lc 1,48)
Tutti siamo nati da una donna. La donna è, nella vita di un uomo e dell’umanità, semplicemente fondamentale perché vitale. Questo dovrebbe bastare per ri-conoscere la dignità unica della donna, di ogni donna. E, invece, no. Il 25 novembre celebriamo ogni anno la giornata contro la violenza sulle donne perché questo dato di fatto, semplice e vitale appunto, non è ancora acquisito. Oggi abbiamo di nuovo il dovere di condannare in modo univoco, chiaro e forte ogni violenza nei confronti delle donne. Come umanità in generale e come soggetti maschi in particolare. Abbiamo il dovere di ricordare per agire: basta violenza nei confronti delle donne. Dobbiamo farlo attraverso leggi che tutelano la donna e attraverso l’educazione, perché la violenza sulle donne diventi solamente un triste fatto del passato. In questo processo educativo i cristiani hanno un ruolo unico e insostituibile, perché possono donare la Verità del Vangelo che a loro volta hanno ricevuto. La Parola di Dio ci indica chiaramente la dignità della donna, il suo ruolo unico e particolare nella storia della salvezza del Padre. Il Vangelo dell’Amore ha proprio nelle donne il suo centro. L’universo attende trepidante il si di una umile fanciulla di Nazareth perché il Figlio di Dio possa divenire uomo, carne come noi. Ci possiamo ri-conoscere uomini e figli in quanto amati da una madre, da una donna, anch’essa Figlia amata. La Figlia di Sion, Madre di ciascuno. Maria, la Madre, è per noi sostegno e conforto, esempio e salvezza nel suo essere donna. Sotto la croce del Figlio amato hanno avuto la forza di fermarsi solamente le donne e un giovane, Giovanni, il discepolo. Il coraggio di una madre e di una donna è unico. (Forse è per questo che il buon Dio ha deciso di far partorire la donna, perché come maschi non ne saremmo in grado di sopportare il dolore) Ricordiamo anche come al tempo di Gesù la donna non solo non era considerata dalla società, ma non aveva neppure il riconoscimento dei minimi diritti. Una donna, ad esempio, non poteva essere assolutamente testimone in un processo. Eppure Gesù ha scelto due donne come prime Testimoni dell’evento più grande di tutta la storia: la sua Resurrezione. Ecco che la dignità della donna è veramente parte del messaggio cristiano, sin dalle origini della creazione. Dio creò la donna dalla costola di Abramo, addormentando quest’ultimo. L’agire di Dio è Mistero, non possesso dell’uomo. Così la donna non è proprietà dell’uomo! È dono! Come cristiani abbiamo il semplice dovere di dirlo e mostrarlo nel nostro quotidiano. Lavoriamo insieme, società civile e Chiesa, uomini di ogni cultura perché questa piaga guarisca al più presto. Come uomini abbiamo un solo compito: accogliere il dono della donna e custodirlo!